IL GRUPPO STATUARIO

Il culto e la devozione alla Madonna di Ardesio ha sempre avuto, come riferimento visivo, dal 1607 l'affresco murale del Crocifisso con la Vergine e i Santi ivi raffigurati.


FonteIl gruppo statuario

Negli anni 1905-1906 in preparazione al III centenario si decise di ricavare sotto il presbiterio uno scurolo e approntarvi in statue il gruppo dell'Apparizione. Si rispolverò il modello bozzetto del 1868 accantonato e si ebbe il primo gruppo statuario in rame ad altezza naturale. Durante il periodo dell'ultima guerra mondiale (1940-1945) si volle un gruppo meno maestoso, ma più atto a portarsi anche in processione.

Si ebbe così l'attuale gruppo inaugurato con solenne processione vigilare il 22 giugno 1943.


L'ORGANO

L'organo, opera di sommo rilievo, fu eseguito dal Sig. Giovanni Rogantino da Morbegno che con contratto autenticato dal notaio Bernardino Baldi di Clusone, nell'anno 1636 si obbligava a « costruirlo perfettissimo quanto sia possibile, con peltro del più fino ».


FonteL'organo

Nello stesso anno i tre intagliatori: Battista Chinetti da Gandino, Paolo Luino e Andrea Facchinetti di Bergamo approntavano la grandiosa cassa e la Cantoria con pregevoli rilievi.
Fino alla metà del secolo scorso l'organo occupava gran parte della parete laterale sud del Santuario e la sua mole, avanzando nell'interno della navata centrale, impediva la linea architettonica e quindi la visuale armoniosa del tempio. Nel 1862 si pensa di collocarlo sulla facciata di fondo. La sistemazione con il rifacimento di tutta la meccanica, mantenendo le antiche canne, fu affidata ai fratelli Carlo e Francesco Perolini di Bergamo e lo spostamento della cassa al Sig. Giacomo Angelini detto Cristina sotto la direzione dell'architetto Cattò, pure di Bergamo. L'opera fu ultimata per il giugno 1863. Nel frattempo i pittori Maironi procedevano con gli affreschi in genere e il Bergametti ricavava leggeri dipinti nel 1864 e il Dolcini, più tardi nel 1884 rivestiva la volta di vivaci e abbondanti stucchi. Inizialmente il Santuario risultava di solamente 3 arcate; in seguito ne fu aggiunta una quarta nel 1718 e questo permise più tardi lo spostamento, come s'è detto, dell'organo e della cantoria.